La trasformazione tailandese: EEC

L’Eastern Economic Corridor (EEC) tailandese aspira a diventare hub dell’innovazione digitale della regione ASEAN.


La Tailandia si appresta a investire circa 3,3 miliardi di dollari nella realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità che collegherà i 220 km che separano gli aeroporti Suvarnabhume e Dong Muang di Bangkok da quello di U-Tapao nell’ambito dell’EEC.

 

La realizzazione dell’infrastruttura, in combinazione con l’avvento del 5G, consentiranno la trasformazione digitale della regione.

Tailandia EEC Eastern Economic Corridor 21

L'EEC, un tempo denominato Eastern Seaboard, si estende su una superficie di 13.000 kmq a sud-est di Bangkok, includendo tre province con una popolazione di tre milioni di abitanti. L’area scelta dall’industria automobilistica, da fornitori di elettrodomestici nonché dall’industria petrolchimica, rientra nella strategia programmatica denominata Thailand 4.0, pensata per innalzare entro il 2035 lo stile di vita della popolazione da ceto medio a nazione completamente sviluppata. Una strategia che prevede azioni per la transizione verso la produzione di veicoli elettrici, l’ulteriore sviluppo dell’elettronica così come di biotecnologie nell’ambito di un’economia verde ‘bio-circolare’, attraendo nuove realtà nell’ambito dell’intelligenza artificiale, della robotica, dei dispositivi medicali e delle bioscienze mentre i centri abitati nei pressi della famosa spiaggia di Pattaya si trasformano sempre più in chiave ‘smart’.

L’obiettivo è di diventare hub logistico e via d’unione di Cina e India con i dieci Paesi che compongono la regione ASEAN (Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico): 3,5 miliardi di consumatori, circa la metà della popolazione mondiale (la regione ASEAN da sola conta 650 milioni di abitanti).

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D’altra parte, come ribadito dal segretario generale Kanit Sangsubhan, l’area EEC può già contare su rapporti stretti con l’area industriale cinese della Greater Bay Area, che ingloba le regioni ad amministrazione speciale di Hong Kong e Macao e le città metropolitane di Shenzhen e Guangzhou (Canton) oltre ad altre sette città della provincia meridionale del Guangdong, lo storico distretto manifatturiero vocato all’export.

La realizzazione di una via terrestre consentirà inoltre di ridurre i tempi di spedizione dei container verso l’India di quattro o cinque giorni rispetto al transito su strada via Singapore.

Per lo sviluppo dell’EEC è previsto un costo totale di circa 60 miliardi di dollari, finanziati per il 20% dal governo. La realizzazione dell’alta velocità, il completamento dell’aeroporto e l’ampliamento dei due porti Laem Chabang e Map Ta Phut assorbirà circa un terzo del totale nei prossimi quattro o cinque anni.

La linea ferroviaria ad alta velocità è finanziata al 50% da un consorzio guidato dal gruppo tailandese CP Group e supportato da investitori internazionali: la costruzione è cinese, la tecnologia italiana e i fondi giapponesi e cinesi.