Plastica, cala l’export
Dai dati elaborati da Ipack-Ima Monitor in collaborazione con Plast emerge che nel 2025 l’export italiano di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma è stato pari a 3.409 milioni di euro, in calo rispetto ai 3.596 milioni del 2024 (-5,2%, 2025/2024).
L’export è stato diretto prevalentemente in UE (1.510 milioni di euro), Nord America (582 milioni), Estremo Oriente (512 milioni) ed Europa extra-UE (271 milioni). Principali mercati di destinazione sono Germania (381 milioni di euro), Stati Uniti (380 milioni) e Cina (201 milioni). Tuttavia l’export in termini di valore risulta in calo verso la Germania (-8,4%) e in crescita verso Stati Uniti e Cina (rispettivamente +8,5% e +6,9%).

Nel 2025 il consumo globale di materie plastiche è stimato in 368 milioni di tonnellate e si prevede raggiunga la soglia di 415 milioni di tonnellate nel 2029 (+3,1%).
Principale area di consumo è l’Asia (63,0% del totale, 232 milioni di tonnellate), seguita da Europa (17,1%, 63 milioni di tonnellate) e Nord America (11,0%, 41 milioni di tonnellate). Più distanziati Centro-Sud America (5,8%), Africa (2,7%) e Oceania (0,4%). Nel periodo 2025–2029, l’Asia ha registrato il tasso medio annuo di crescita più elevato (+3,8%), seguita da Africa (+3,7%) e Centro-Sud America (+2,3%).
Nel 2025 sono state prodotte 375 milioni di tonnellate di plastica, che dovrebbero salire a 424 milioni di tonnellate nel 2029 (CAGR 25/29: +3,1%). Principale produttore è l’Asia (248 milioni di tonnellate, pari al 66,4% sul totale globale), seguita da Nord America (15,4% della produzione, 58 milioni di tonnellate), ed Europa (51 milioni di tonnellate, 13,5%). A distanza figurano Centro-Sud America, Africa e Oceania.
Considerando i tassi di crescita medi annui della produzione nel periodo 2025–2029, l’Africa rappresenta l’area più dinamica (+6,3%), seguita da Asia (+3,5%) ed Europa (+2,4%).

Per quanto riguarda il packaging, nel 2025 il valore globale espresso in pack unit è stimato in 4.489 miliardi, con previsione di salire a 4.955 miliardi nel 2029 (+2,5% medio annuo). Per tipologia di materiale prevale l’imballaggio flessibile (33,1%, pari a 1.484 miliardi di unità), seguito da quello in plastica rigida (29,6%, pari a 1.328 miliardi di unità) e in carta e cartoncino (14,5%, 651 miliardi di unità). A distanza troviamo metallo (12,2%) e vetro (10,6%).
India, Cina e Stati Uniti sono i principali utilizzatori di imballaggi flessibili, rispettivamente 340, 253 e 194 miliardi di unità.
I rifiuti urbani globali ammontano a 2,1 miliardi di tonnellate, di cui 400 milioni di tonnellate di plastica (19%) e 160 milioni di packaging.
La plastica riciclata rappresenta meno del 10% della materia utilizzata a livello globale.